Io sono nel tuo sguardo un quadro appeso,
un sogno capovolto e sottovetro
c
he tu ogni tanto spolveri
di un bacio.
Lo scorcio pittoresco
in un giardino abbandonato
a rovi e rampicanti.
E morde il fianco, questo silenzio aguzzo,
e sbianca
il cuore:
tutto il suo rosso palpita
sul muro.
Forse un giorno ci passeremo accanto
in una città qualsiasi,
senza conoscere
i nostri nomi,
ci passeremo accanto,
e come foglie che cadono dallo stesso albero
i nostri nomi non avranno
né un significato né alcuna importanza.
E allora sarà più facile riconoscerci.
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