sabato 8 luglio 2017

Tac

C’è una porta che sbatte dall’altro corridoio, unico rumore di questo pomeriggio. Se vado di là non sentirò che un filo di vento, se mi allontano TAC!
Il gatto non mi parla da ieri sera, il mondo non mi parla da un paio di mesi e dire che ho un blog, anzi una casa sull’acqua. Ho anche una vita in sospeso e un gran brutto carattere: un anno fa ero un distinto signore adesso sono diventato un ragazzaccio ma è un trucco virtuale. In effetti non sono né l’uno né l’altro. Scrivo per capire e sono un egoista, ogni tanto incontro uno scoglio più ruvido di me, altre volte una baia piena di vento e me la giro tutta. Enzo ha molte idee ma non è disponibile a qualsiasi cosa, questa può essere una tragedia se mal gestita e tempo fa la tragedia si è compiuta. Era un giorno uguale agli altri ma lui aveva aperto un blog ed inseguiva un pensiero, il pensiero di una donna e l’idea di un tempo e un’esistenza diversa. Sapeva che era un pensiero pericoloso ma faceva spesso tuffi nelle acque agitate… non per dire ma aveva il brevetto di apneista di profondità. Dentro, anche stavolta e al diavolo tutto il resto; dinamiche prevedibili… i blogger meno, i contorni addirittura improponibili. Enzo pensava di lasciare il gioco aperto e il blog in genere fuori dalla mischia: Enzo aveva valutato male la situazione e sinceramente non aveva previsto la presenza di assoluti deficienti come contorno. Però doveva capire, capire per esempio che in certi casi, per gli altri, è ammessa ogni cosa, anche la più turpe, capire che una persona può impazzire e perdere completamente la misura o giocare dall’alto di una convinzione assoluta: è mio posso farne ciò che voglio! Il guaio era che  Enzo aveva un’opinione esattamente contraria.
Accade quello che era logico aspettarsi e il fuoco divampò, le ceneri stanno lì nei blog passati ma non scomparsi; doveva essere una storia come tante all’insegna della mediocrità umana, si espanse diventando anche il paradigma dei rapporti virtuali e dei loro enormi buchi neri. Tutto dentro: sesso, equivoci, sintassi, amicizie…identità!
Il cielo è grigio stasera, forse pioverà, forse l’acqua si porterà via tutta la terra accumulata dalle nostre impotenze. E’ stasera che Enzo si prende la testa fra le mani e vorrebbe riprendere a fumare. Stasera che i giochi si sono invertiti e la solitudine si vende a prezzi di realizzo. Lascio il gatto sul divano e il cuore spazzato via dagli anni sbagliati, buona musica sapete, un evergreen di quelli che tutti abbiamo amato. Suonerà ancora a lungo: certe volte la verità è un sorriso quieto che ci ostiniamo a cercare lontano ed invece è lì accanto a noi, è il primo bacio che abbiamo dato quello che non si scorda mai e non ti tradisce come invece ti prendono in giro le parole e i discorsi intelligenti fatti solo per altri fini.

Basterebbe dire questo semplicemente, bianco, nero, scala dei grigi o colori squillanti ognuno li vede come sa perché convincervi che siete daltonici? Io ero astigmatico e se ne accorsero a scuola: alla visita in prima media il dottore mi diede un ceffone, io non vedevo niente e lui pensava che lo prendessi in giro. Chiamarono mio padre e lui mi portò da un oculista che non mi prese a sberle solo perché il genitore sborsò un bel po’ di quattrini. Conclusione, occhiali! Ma ci vedo bene e vi dico che sono meglio di quel che scrivo, le lenti hanno corretto l’asse visivo, la cultura ha sfasciato quello cardiaco. Questo pagine sono il risultato. Stasera mi chiedo se ho trattato male qualcuno e la risposta è un insieme di voci confuse; ho detto qualcuno, grido, e ne rimane solo una. Allora che vuoi? Le chiedo, non ti bastano i demoni e i loro accoliti scodinzolanti che sbavano ad ogni tua foto? No vero? No evidentemente e così all’infinito in una rincorsa che nasconde il senso della ricerca e dell’insoddisfazione. Ho smesso di fumare 6 anni fa, vorrei evitare di smettere d’amare e di scrivere. Domani pomeriggio parto, domani vado a guardarmi in un altro specchio. Al mio ritorno avrò girato un altro angolo e lo sapremo solo io e lei nonostante il blog o la casa sull’acqua

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