martedì 18 aprile 2017

Un solo blog

Vi confesso che un solo blog mi è sempre stato stretto e che la superficie conosciuta di me nel reale non è poi troppo diversa da quella che compare qui, è solo frenata.
 Ma questo spazio, così come si è andato definendo, è riassuntivo, lo è in modo soddisfacente e quindi resta così.
Io sono certamente vecchio ed inadatto al veloce e pulsante mondo del blog, che infatti mi sta sempre più velocemente espellendo per la seconda ed ultima volta, però ero legato a figure di classe e compostezza diversa.
Amavo De Gasperi, Berlinguer…Woityla e sicuramente non amo  Di Pietro; rispetto la scrittura perchè meno effimera e trasformista della parola e spero che di molte cose scritte nel tempo non si perda il senso e la memoria sia che esse vengano vergate sulla Costituzione di uno stato nascente o sulle pagine di un testo sacro o su quelle virtuali di un blog.
Me la tengo stretta questa speranza, essa sta diventando un trastullo per pochi intimi.

sabato 15 aprile 2017

Casa Professa

Poi scrissi scendendo a patti con tutte le illusioni. ...
Fosse per me sarei ancora con fogli di carta e una penna in mano: nessuna tastiera e nessuno schermo se non il riflesso dei miei occhiali. Starei ancora in attesa di un’idea masticando pensieri un rigo dopo l’altro, con pigrizia, immaginando la vita come non è quasi mai e guardandola con lieta cupidigia quando ti passa accanto e ti lascia attonito davanti a tanta bellezza. Fosse per me sarei rimasto in questa città a metà strada fra l’Africa e L’Europa a domandarmi da che parte stare in un gioco sottile mai risolto. In fondo non mi dispiace camminare tra chiese barocche e cupole arabe, uno come me difficilmente troverà un posto fisso dove stare e digerire tutti i compromessi necessari per dire “ Qui mi va bene”.
Pasqua a Casa Professa in un delirio di volute, marmi a mosaico e finestre a vetri colorati: i santi e gli angeli mi guardano immobili con fredda cortesia, certi dubbi passati sono stati mal digeriti. Però mi domando: ma come si può vivere senza un dubbio, una contrapposizione, un’ombra? Come fai ad amare il sole se non dopo un corridoio oscuro?
 “Buongiorno…scusi, ma lei non è il figlio del professore?” L’uomo che mi ha fermato con garbo è anziano, magro come una canna, adesso mi sta di fronte tenendosi il bordo del cappello per non farlo volare via. Ci scrutiamo quel tanto che basta, poi gli tendo la mano: “Cavaliere, è una vera sorpresa…si sono io, sono Enzo- ci sono due incontri contemporanei, due piani di ascolto e dialogo- Lei qui? Ma non abita in via Dante?” -Si ancora lì, sempre nello stesso palazzo…è che ogni tanto mi piace camminare. Non gli dirò le fesserie di rito, abbiamo poco tempo per sprecarlo in frasi fatte. - Cavaliere una volta mi dava del tu… Ride con gli occhi, ammicca e guarda in alto. - Sì, li ho tutti bianchi anch’io. E’ per questo che mi onora del lei, per farmi intendere che adesso faccio parte del circolo riservato?
Ci stringiamo la mano con tranquilla energia promettendoci una decina di cose che certamente non faremo; d’altronde le poche che contano ce le siamo dette coi gesti e gli sguardi. Quelli sono molto più seri e sinceri, questi qua sono solo gli ambasciatori formali, gli indispensabili anfitrioni di un incontro. In Sicilia è quasi sempre così. I cannoli sono squisiti e freschissimi: li passo in rassegna nella pasticceria affollata e penso che questo posto sarebbe un buon palcoscenico per la commedia che si recita a soggetto tutti i giorni. Quando
esco dal negozio i profumi mi inseguono per un buon tratto, fino al viale, quasi volessero impedirmi di pensare. Fosse per me avrei chiuso i contatti con la mia testa da molto tempo e avrei dato l’esclusiva ai sentimenti e alle emozioni. Ma il professore mi ha fatto studiare, d’accordo con mia madre, ed è per questo che non riesco a godermi un cannolo in modo acritico, una persona solo per ciò che è, una donna solo per come si muove, me stesso senza orpelli né parole. Sempre questa minchia di metafisica tra i piedi ! Anna deve aver chiacchierato spesso ed io devo avergli pure risposto, solo che adesso la risposta deve essere stata sbagliata. - Non mi hai ascoltato, vero? Ma dove te ne vai? Sempre il solito: tu in giro per i fatti tuoi e io qui ad aspettarti come una scema. Ride, per fortuna, oggi me la sono cavata. Poi si vedrà. Viale della Libertà è attraversato da una brezza leggera, gli alberi sono ancora spogli. Fosse per me sarei rimasto qui a far finta di aspettare la conclusione di un amore: sarei invecchiato con alcuni fogli di carta e una penna in mano.Avrei scritto lì sopra la gioia leggera e vanesia che mi dà essere vivo da queste parti.

mercoledì 12 aprile 2017

Propositi obbligati

Da molto tempo soffro di confusione e indecisione sul confine da dare ai miei territori, apparentemente è un segno di senilità e di morte: pur senza essere così drastico preferisco chiamarlo un segno di riflessione e un richiamo alla pace dell’animo. Ma di questo mondo e di questa rete, di queste dinamiche e dei secondi fini che esse sottendono sono francamente stufo: se ridurre i territori significa guardare e parlare di ciò che si conosce bene allora io ho ridotto i territori.
Per esempio ho già da tempo bandito la politica gestita in rete come spazio di propaganda partitica o correntizia: cercare prospettive diverse e toni diversi pare ormai un’utopia. Esistono in rete alcune buone penne e rari maestri: alcuni li ho incontrati e sono orgoglioso di averli incrociati, mi arricchiscono pur nelle indubbie diversità. Se non lo scrivere e comunicare onestamente che altro impegno possiamo avere in questo mondo virtuale? Ma io sono stanco, curioso ancora di molte cose ma sinceramente incapace di inseguirle tutte. La prima decisione presa è che parlerò a lungo della mia Sicilia: non avrei mai pensato, anni fa, ad un passo così risoluto: sono sempre stato piuttosto interessato al mondo di fuori e penso di averlo ben conosciuto per esperienza diretta. Se questa specie di nazione imperfetta avesse preso un sentiero diverso vent’anni fa oggi sarei lo stesso Enzo “multiregionale” di sempre, uno strano uomo con pochi accenti e grande disponibilità. Ma io sento che oggi davanti all’attacco continuo e perverso, nella sua totale ignoranza, verso una parte di questa penisola, dire senza fronzoli nè giri di parole che il Sud è parte fondamentale per il lavoro, la cultura e la società dell’Italia è diventato indispensabile.
Che siano gli altri ad affannarsi in livorosi e sciocchi distinguo, che siano altri a studiare e capire dove risiede il fascino assoluto di questa terra; io lo so da sempre. Spero di continuare a raccontarlo qui. Di tutte le cose che leggete sono io e soltanto io l’artefice, io solo il responsabile morale e materiale… ma il vento di scirocco ha bruciato i resti di vecchie consuetudini e ne ha spento l’esigenza. Così è e sempre sarà.

sabato 8 aprile 2017

Questione di indole

Io non riesco quasi mai a capire qual è l’idea di base di molti blogger. Sono arrivato alla conclusione che spesso noi non abbiamo nessuna idea iniziale e aspettiamo di averne una nel divenire, molti di noi aspettano ancora…ma non lo ammettono.
Scrivo un diario con grandi asimmetrie temporali, lo faccio con passione, con tutta la cultura e la vita che ho ricevuto, lo faccio con onestà ma non posso e non voglio snaturarmi, la mia personalità è il mio blog, senza la mia indole io non sono nulla.

martedì 21 febbraio 2017

OLTREPASSATO IL CANCELLO

si entra in blog abbandonato. Apparentemente.
Il custode dei pensieri di questo luogo ha deciso di lasciare libero il passaggio per quelli che hanno trovato la strada che porta qui: di tanto in tanto effettua un giro di ispezione. Si guarda attorno in silenzio, voi non saprete mai cosa gli attraversa la mente. 
Per fare quello che ho in mente ho bisogno di un luogo come questo, un blog solitario e lontano da tutto o quasi. Pochissimi lettori, discreti ma attenti, non obbligatoriamente in linea con i miei pensieri ma rispettosi dell'uomo e della sua scrittura.
La quantità dei testi è molto grande, il modo in cui essi sono stati revisionati e metabolizzati in questi anni è persino più complessa.
Non ho la certezza assoluta della bontà del mio operato, l'unica cosa di cui sono consapevole è la grande fatica e passione che vi ho profuso. Non posso vanificarla. Non lo farò.
Ho una sola alternativa: un blog diverso per ogni tipo di testo. Questo è uno di essi.