giovedì 14 agosto 2014

Dono


Non sono mai riuscito a regalare un mio blog come avrei voluto ed anche questo forse volerà via solo quando io non vi scriverò più sopra.

mercoledì 13 agosto 2014

Congedo

Adesso io sono pronto per altre avventure perché da un’isola ci si può sempre imbarcare per nuovi viaggi. Ma alla fine tornerò qua, appartengo a questa terra e al cielo che c’è sopra e non è una condizione spiacevole credetemi, anzi è una confortante certezza. Si nasce in modo stabilito ma poi la corsa è tutta da inventare. Sino alla fine. Fuggire, staccare con rabbia, andare via senza bisogno di voltarsi indietro perché, dentro il cervello, il quadro è perfettamente chiaro e definito: le strade, le piazze e le abitudini che vi sono cresciute dentro, i visi e i profumi. Decisi a ventuno anni che era ora di cambiare; è incredibile la facilità dolorosa e animalesca con la quale a quell’età si ritiene di poter costruire il mondo. Fuggire perché non v’era più nulla da fare, esperimento fallito per me, con un piccolo segreto custodito dentro e una parte di me sempre in bilico e in giro per il mondo, una specie di tenda da erigere in pochi istanti ovunque pensassi fosse utile farlo. Non bastava ovviamente una presa di posizione esclusivamente ideologica, mentale, era necessaria anche una cieca volontà di farsi piacere il nuovo, una forzatura evidente per un mondo e un’esperienza che avrebbe in gran parte contraddetto la mia vita fino ad allora. Perché, è inutile nasconderlo, ogni passo verso avanti è una scoperta dell’ignoto e lo sappiamo; non basta analizzare e studiare in modo libresco e teorico i nuovi orizzonti, bisogna viverli, mischiarcisi dentro e compromettersi, scegliere e, comunque, abbandonare il vecchio rifugio. E fu esattamente quello che feci: identificai la Milano dei primi anni 70 con il mio fallimento sociale, ritenni il ritorno al Sud un ottimo sistema per riprendere il discorso con me stesso e la mia vita.

lunedì 11 agosto 2014

Chiudere il cammino

Il blog lo ripeto è già scritto, lo è stato da sempre, WordPress o Blogspot sono stati solo l’occasione, il mezzo per travasarci dentro tutta la parte di me che ci entrava, era scontato che tracimasse e rompesse i cabbasisi ai vicini…non sono un rompicoglioni, sono curioso e purtroppo so leggere e scrivere e lo sanno fare tutti gli altri me stesso che mi accompagnano. Non sono nemmeno così misurato e classico come faccio credere ( un po’ mi diverto) però non posso sfuggire nèalla mia educazione familiare e sentimentale nè alle mie esperienze: ci provo talvolta ad accomodarmi in salotto ( sono bravissimo anche in jeans e t-shirt) ma poi mi chiamano dalle altre stanze… Enzo che minchia stai dicendo? Enzo non so che fare di te… C….a sei per sempre…figli miei non ho una lira quindi stasera panini al lungomare… Dottore lei non è di qua vero? Si sono di qua e di là… mi accorci le maniche di questo smoking e faccia in fretta… Riccobono il suo tema è da 10 ma poichè non sono uso dare il massimo… Immaginazione al potere…Compagni del movimento siete fascisti! Voglio chiudere il cammino qui nella mia isola e davanti al mare: mi pare bellissimo. Prima chiuderò questo blog ma solo quando le parole saranno esurite, nella speranza che risuonino ancora a lungo nella testa di qualche giovane blogger che nulla sa di me e delle mie sciocchezze (rido a pensarci). Certo se in rete dopo qualche anno i blog fermi vengono cancellati…per favore copiatemi tutto come un incunabolo del trecento e ripostatemi altrove. Anche senza citarmi che tanto vengo fuori lo stesso. Anche con malizia. Anche con affetto se ne avete. Tanto prima o poi scriverò altrove mi hanno detto.