sabato 19 aprile 2014

Heidegger

“Noi presupponiamo la verità non come qualcosa che stia “al di fuori” e “al di sopra” di noi e a cui noi ci rapporteremmo come ci rapportiamo ad altri “valori”. Non siamo noi a presupporre la “verità”, ma essa è ciò che rende ontologicamente possibile che noi possiamo esser siffatti da “presupporre” qualcosa. E’ la verità che rende possibile qualcosa come il presupporre.” M.HEIDEGGER-ESSERE E TEMPO

venerdì 18 aprile 2014

prima lettura

Non riuscirò mai a trasmettervi il brivido dolce e fermo della mia prima lettura di Svevo, il sogno un po’perverso e liquido del primo Dannunzio, la pienezza ferma e riflessiva di alcune novelle pirandelliane…la mia Adriana Braggi che scopre l’eternità sulle soglie di una morte annunciata, il desiderio di vita che si accompagna alla fine del mio Pavese del 1967. Nella penombra la luce si dispone in modo teatrale, regala un’apparenza diversa in base ad un gioco che, nuovo ogni volta, esalta o annulla quello che mi sembrava fondamentale un attimo prima.

giovedì 17 aprile 2014

scrivere

Non c’è nulla che mi piaccia e mi intrighi più dello scrivere, non c’era bisogno dei blog per capirlo: tutta la mia vita lo racconta da quando ero solo un ragazzino con i pantaloncini corti. quando questo blog ricomparirà in rete sarà concluso in se stesso, un libro, il mio, da leggere e basta, senza dinamiche ingestibili, senza urgenze o equivoci. Vorrei che fosse un manifesto vivo e colloquiale della mia esperienza in rete, questo è il motivo della decisione di permettere i commenti. Ciononostante sono conscio della “staticità” di uno spazio siffatto, capisco che chi mi legge vorrebbe aver a che fare con materiale nuovo; io però mi sono reso conto che se non chiudo definitivamente questa prima esperienza da blogger non sono capace di intraprenderne un’altra.

miss Dickinson

Se fosse un altro tempo,
se fosse un’altra vita.
Ma è questa stropicciata esistenza
il nostro pane quotidiano.
Tu sai cos’è la solitudine-
Io so che la viviamo separatamente
ma amo ugualmente
la consuetudine mentale che
da sempre ci lega.
Mai domo
sono solamente più bianco
mia signora.