giovedì 8 dicembre 2016

Testimonio me stesso

Trovare la propria strada, sentirla dentro e non riuscire a percorrerla fuori: questa è stata la mia vita di blogger finora, un controsenso continuo. Non sarebbe cambiato nulla, credo, neanche in un contesto diverso, l’insoddisfazione o il disadattamento, una conflittualità permanente distruttiva e rapace avrebbero avuto l’identico effetto fuori da questa tastiera e da questo mondo di bites. In tutti questi anni ho aperto una decina di Blog, uno per ogni faccia del mia personalità, il risultato finale è stata la mia scomparsa come blogger, l’annullamento di ogni traccia e di ogni possibile riferimento. Non si può essere accettati se non ci si accetta, non esiste un luogo dove poter posare i propri umori più intimi se non nel segreto della propria coscienza: il contatto con il diverso da noi ci cambia, il timore di non essere accettati ci spinge a continui aggiustamenti, quello che ho scritto in più di 7 anni doveva spargersi in un gran numero di volti fittizi per poter essere accettato, questo è quel che ho creduto finora e così l’imprimatur di libertà ed espressività di un blog me lo sono negato fino ad oggi, consegnando ad improbabili testimoni il senso vero e UNITARIO di ciò che scrivo e sono. Non ho mai fatto tanta fatica a realizzare, seppur in termini elementari, uno spazio che finalmente mi somigliasse. Tuttavia sono qui, tuttavia prenderò le misure e lascerò anche qui la mia orma. Gli altri, i contatti, i lettori o il sale che fa di un blog qualcosa di vivo o una crisalide mummificata, li lascio al destino e all’evoluzione fisiologica dei miei e dei vostri istinti. Qui io NON DEVO nè piacere nè dispiacere, qui ci sono soltanto io, Enzo. E testimonio me stesso nella consuetudine mediocre e brutale dei miei giorni, uno dopo l’altro.

martedì 6 dicembre 2016

Dovrei

Però Dovrei, devo, l’occasione è già passata! Dovrei. Me lo vado ripetendo da tempo e intanto il tempo mi divora. Da soli il fluire ha un sapore particolare, diverso credo: da soli si pensa con più attenzione e molte cose improvvisamente appaiono diverse. Così diverse da sembrare nuove….o troppo vecchie. Vale anche per questa casa sull’acqua Vale anche per voi che credete di sfuggire alla relatività della vita Vale anche per tutti coloro che mi hanno frantumato le scatole in questi anni Vale per ogni parola inutile lasciata a marcire sull’acqua del web Vale per ogni sacrosanta verità che ci affanniamo a negare per idiozia congenita e reiterata. Dovrei essere ancora più chiaro, togliere anche quei pochi vecchi stracci e mostrarmi nudo come un verme, sì nudo e crudo, diretto e quindi insopportabile. VERO PERO’ se questo ha ancora un qualche valore. Il fatto è che non riesco più a crederci. Il tramite interpretativo e linguistico mi si è frantumato tra le mani. DOVE ho sbagliato? HO SBAGLIATO IO? Parlo al muro di gomma che invece molti di voi amano sopra ogni cosa: vi rimbalzano così sul muso le assurdità che amate ad ogni istante, RICICLATE in dolcetti zuccherosi e gentili, in verità così incredibilmente false da sembrare vere. CAPOLAVORI ASSOLUTI. DOVREI E PRIMA O POI LO FARO’.

domenica 4 dicembre 2016

I "misti"

La totalità dei problemi drammatici che nascono da quasi tutti i matrimoni misti fra una donna occidentale e un maschio islamico hanno questa incompatibilità alla base.
I figli sono miei e li gestisco io, tu diventi di religione musulmana, si fa come dico io e se mi rompi i coglioni prendo i bambini e me li riporto in oriente che lì sanno come si fa! 
Generalizzo? Io non credo, è più probabile che io dica cose scomode che intacchino certe sicurezze costruite da un sistema di dominio culturale a senso unico; anche le mie sicurezze andarono a farsi benedire alla fine degli anni 60, non sono resuscitate mai più. I rapporti più soddisfacenti li hanno gli uomini “tosti” le simpatiche canaglie, non certo gli intellettuali dubbiosi e fuori dal coro, quelli che pensano prima al senso del loro rapporto con quella donna e dopo alla tecnica giusta per farla godere. Se tocchi la sinistra sei fottuto? Ma pensi davvero che un uomo come me alla mia età dopo una vita trascorsa nel tentativo di sopravvivere (anche a se stesso) può essere realmente interessato a questo argomento? Il mio blog è l’esempio perfetto di ciò che NON SI DEVE FARE se vuoi stare tranquillo e protetto dal gruppo dominante, tu lo sai bene.

venerdì 2 dicembre 2016

Anni 70

Quello che mi dicevano le femministe degli anni 70 con una forza e un pericolo per me molto maggiore di adesso, era la diretta conseguenza di un concetto completamente fuori dalla tendenza del periodo in QUEL particolare contesto giovanile, studentesco, sociale e politico. Oggi mi preoccupa molto meno di prima dire certe cose, allora ero solo un ragazzo coi genitali gonfi di desiderio e la testa piena di sogni, rabbie, dolcezze e segreti. Allora vedere gli sguardi di fuoco quando affermavo certe cose mi faceva ghiacciare il sangue nelle vene, oggi mi rende solo più malinconico.

mercoledì 30 novembre 2016

Mimì sarà

Ti dirò, con tutta franchezza, che i tuoi segreti li anticipavo col pensiero.
C’è un filo che attraversa la nostra esistenza, dall’infanzia sino alla maturità e alla vecchiaia: se lo prendi dall’inizio e hai voglia e tempo per seguirlo ti porterà dritto al centro della tua vita vera. Così, Valentina, la tua valigetta, il pollice succhiato, le traduzioni di greco e latino, la tua “Mimì sarà” e soprattutto il tuo egoismo sentimentale raffinato e perennemente tentato dalla bugia…tutto era già presente nelle parole che lasci libere sul blog.
Trovare una conferma al proprio stato d’animo è confortante ma pericoloso; preferisco pensare di essere parte di ciò che nascondi e che cambia nel tempo per lasciarti immutata nella tua femminilità.
A ritrovarti, senza inganni.

lunedì 28 novembre 2016

L’ABISSO

Ho esagerato, lo faccio spesso ma dentro quella vertigine che mi prende si nasconde l’abisso: da qualche giorno cammino costeggiando un luogo strano e pericoloso, credo di averlo sfiorato altre volte in questi ultimi anni ma adesso ho deciso di visitarlo con morbosa attenzione. Mi fa paura ma mi intriga ancora di più. Sono certo che mi appartiene così come mi appartiene il senso di vuoto cosmico che aleggia sulla mia testa da sempre. In questo redderationem ci sono molte componenti, il blog con le sue vite in vetrina non ha meno peso dei miei pensieri in solitudine. E’ una sinfonia di voci finalmente indistinta e paritaria. E’ il suono che per un attimo breve si è fatto possedere dalla mia mente dopo avermi attraversato per anni. E’ la mia fine ed il mio inizio ciclico. Siamo finiti tutti e facciamo finta di niente: alcuni di noi continuano a rassettare il proprio universo, io tra loro, a cullare con gli occhi il segno del proprio peso sull’esistenza. Ma è tempo perso perchè ci aspetta il tempo nuovo, le nuove stagioni della nostra maturità assoluta che prenderà il posto di questa finta giovinezza disordinata e ci inchioderà al sapore perfetto di quello che siamo stati. Ho finalmente guardato dal ciglio del mio territorio ed ho scoperto che è senza confini e che è mio solo per uno scherzo ludico: è nostro! Di tutti e di nessuno. I totem del nostro pensiero politico, sociale, culturale, i piccoli grandi segni delle nostre consuetudini giornaliere, i nostri amatissimi tic e le parole, infine, le nostre note personali e inconfondibili….confuse anch’esse. Nell’abisso che si è aperto davanti ai miei occhi bisogna avere il coraggio di guardare. E’ rotolato tutto lì e si sta riciclando nel segno di uno sguardo segreto che prima o poi ci verrà regalato una tantum: faremo finta di non riconoscerlo, è necessario per continuare a vivere, per raccontare e raccontarci le medesime vecchie e dolcissime storie davanti al mare e alla terra …saremo sotto lo stesso cielo in attesa di segni nuovi e nuovi ricordi.
Il marasma grezzo e spinoso di questi anni negati alla verità e dedicato invece alle bugie fanta commerciali di spread, ideologie, insulti e strategie mondiali, crollerà su se stesso. Si rivelerà per ciò che veramente è: una fantastica e ridicola presa in giro. Saremo già morti o risuscitati, non importa, saremo davanti all’abisso che ci governa da sempre e con esso finalmente ci confronteremo. Saranno l’amore, la poesia, l’aria e l’acqua di cui siamo fatti a sostenerci davanti al tribunale dei nostri giorni perenni, e sarà bellissimo e giusto riconoscerci nel segno antico e profondo della nostra vera essenza. Continuerò a scrivere, non faccio nessuna fatica: incredibilmente sono tornato ai miei anni giovanili, quelli del flusso inarrestabile e sfrontato, continuerò a scrivere anche riscrivendo, continuerò a scrivere rileggendo poichè la lettura è scrittura, continuerò a fare ciò che voglio come voglio e quando voglio. Nessuno di noi ha limiti, dovremmo una volta per tutte accettare la fantasia e i voli di tutti, solo i nostri pre-giudizi hanno creato questo insopportabile mondo virtuale più scemo e bigotto di quello reale. Incredibilmente stiamo mettendo malamente in pratica l’antico motto latino – Est modus in rebus- con modi prefabbricati e taroccati che delle cose non sanno nulla. La moderazione è lo specchio della nostra assoluta mancanza di cultura e della inciviltà spacciata con spocchia per libertà d’espressione. Nell’abisso che sto guardando sotto di me ci sono anche tutti questi inaccettabili orpelli di cui la blogosfera è piena, la riedizione stucchevole di un mondo falso e pettegolo pieno di invidie e senza un briciolo di vera gioia. Io quando leggo certi blog mi illumino e godo non provo altro che piacere, non penso subito dopo a inficiarne l’armonia, penso invece a seguirne le tracce. Mi capita di tanto in tanto di ricevere delle delusioni ma adesso ho imparato finalmente a sorvolare: apro le ali e guardo le cose, anche le mie, da una prospettiva diversa. E tutto diventa più chiaro e più giusto: la libertà va propagata, amata e protetta, quella intellettuale dello scrivere ne è la grande madre. Chi scrive su un blog, di qualsiasi argomento scriva e con qualunque attitudine lo faccia deve innanzitutto diffondere libertà , questa è la mia fede. Scrivo di essa, mi appartiene. L’etere ci comprende tutti, anche quando di noi non resterà più nemmeno un brandello di post smozzicato.